Perché leggere…
“ESTRANEA” di Yael Van Der Wouden (Garzanti 2025)
Ho trovato questo libro per caso, scorrendo i titoli dei partecipanti al Premio Strega Europeo 2026.
Estranea, scritto da Yael van der Wouden, si svolge nella campagna olandese degli anni ’60, a soli quindici anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale: un tempo brevissimo, in cui i traumi della tragedia appena trascorsa sono ancora vivi e condizionano nel profondo le esistenze.
In questo contesto si stagliano tre protagoniste. La prima non è una persona, ma una casa, custode silenziosa di una storia segreta e dolorosa. La seconda è Isabel, che abita quelle mura con rigida e sofferta austerità. La terza è Eva, che si ritrova ospite in quella dimora solo apparentemente ad opera del caso.
La struttura del libro è quella di un giallo psicologico e di memoria, in cui la casa stessa diventa teatro di ciò che è stato e che cambia. La cifra stilistica dell’autrice è scarna, dura; il suo ritmo spezzato, che oscilla continuamente tra presente e passato, imprime alla lettura un movimento incalzante.
L’autrice muove lo sguardo dall’universale al dettaglio minuto di semplici oggetti quotidiani, sino a soffermarsi su corpi umani in movimento che descrive raccontandone le rigidità e le difficoltà espressive quanto le improvvise passioni, laceranti e irrefrenabili.
Presente e passato costituiscono una trama fitta dove il perbenismo non permette aperture di coscienza. Accanto al peso della avvenuta disumanità, il libro presenta l’evolversi di una tenerezza amorosa spontanea, una vulnerabilità che si fa forte e produce rivoluzioni nell’esistenza.
È un romanzo che intreccia la dimensione intima con quella della grande Storia, per non dimenticare ciò che è stato e ciò che continua tuttora. Interessante.
Enrica Anfossi (Psicologa – Psicoterapeuta)