Perché leggere…
“Qui non succede mai niente” di Olivier Adam, ed. Astoria 2025.
Tra le mie recenti letture vorrei proporvi un libro di narrativa che, oltre ad essere una piacevole lettura, presenta a mio avviso interessanti attinenze col lavoro psicoterapeutico. Il titolo è “Qui non succede mai niente” l’autore di nazionalità francese è Olivier Adam, traduttore Roberto Boi, editore Astoria 2025.
Il libro procede come un classico giallo, con la caratteristica di essere soprattutto un giallo psicologico che si svolge all’interno di una piccola comunità sulle rive del lago di Annecy dove avviene un femminicidio, un evento quindi di drammatica attualità sul quale spesso siamo chiamati ad interrogarci.
L’autore lo affronta esplorando con ritmo pacato le vite di molti personaggi, si sofferma a capire e approfondire piccole esistenze, particolari trascurabili che usano gli umani per svelarsi e al tempo stesso per nascondersi così come accade spesso nella stanza analitica dove con pazienza si raccolgono oscuri significati che prendono senso dopo interminabili ricerche, e alla fine ciò che si individua non è un colpevole, ma una complessità di fenomeni che apre a nuove e sorprendenti consapevolezze
Il linguaggio del libro usa espressioni modeste, all’inizio la sua sobrietà potrebbe dare l’impressione di essere scontato, persino un pò banale, ma presto si intuisce lo stile minimalista dell’autore, un approccio spontaneo tipico dell’arte contemporanea, una scrittura che esprime immediatezza e spontaneità che ci riporta ai racconti di Raymon Carver, e come lui narra di piccole vicende, non parla di personaggi speciali o eccezionali, ma descrive figure normali alle prese con fragilità e contraddizioni quotidiane tipiche di ogni umano, non solo di alcuni.
La sua è una scrittura “democratica”, nella quale anche quelli che potrebbero apparire come i primi della classe, sono accomunati a tutti gli altri per la condizione costitutiva della vulnerabilità: nessuno ha il privilegio della sua assenza, ciò che costituisce differenza è la scelta di strategie più o meno funzionali per contenerla, strategie che possono rappresentare un’opportunità di crescita in relazione al mondo e a sè stessi; sono le risposte alla paura che segnano la diversità tra le persone.
La scrittura di Adam Olivier scorre leggera, diventa efficace, fa riflettere osservando un mondo che non ha nulla di epico ma solo vite quotidiane e proprio per questo è vero, attendibile.
Adam Oliver conferisce alla sua scrittura una funzione sociale fondamentale, il suo impegno è di entrare in contatto con le esistenze per comprenderne le fatiche e il valore.
Egli afferma che “è solo leggendo romanzi che impariamo davvero come funzionano le cose nelle famiglie, sul lavoro, nella società”. Un’esplorazione che non può avere termine dato che “Noi umani siamo le uniche creature per le quali la propria esistenza costituisce un problema” (Fissando il sole. Irving Yalom).
Enrica Anfossi (Psicologa-Psicoterapeuta)
1 Commento. Nuovo commento
Molto molto interessante. Lo leggerò